Vento

Puoi piegarmi, scuotermi, spezzare i miei rami, strappare i miei frutti; sento le mie radici ridere di te e della tua prepotenza, freddo vento invernale.

Arrogante ti insinui tra le poche foglie rimaste, le disperdi lontano per poi tornare a vedere cos’altro puoi rubare. Nulla rimane se non la corteccia dura e viva che mi proteggerà da te sopra ogni cosa. Quindi soffia, soffia pure, e quando tu non avrai più fiato in gola io invece sarò ancora qui ad aspettare un’altra Primavera.

 

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Oltre.

 

Ho guardato oltre:

oltre il muro dell’indifferenza,  le barriere dei pregiudizi , la gabbia della paura.

Ho guardato oltre:

aldilà delle frasi fatte, dei preconcetti, dei giudizi affrettati.

Ho osservato da lontano:

silenziosamente e con discrezione, con amicizia ed affetto

Mi sono avvicinata con rispetto:

ho aspettato che mi venisse detto, atteso con pazienza e serenità d’animo

E infine ho visto:

ho visto anime affini finalmente incontrarsi dopo anni di attesa,

ho visto cuori riempirsi di gioia, occhi lucidi di felicità, sorrisi complici.

Ho sentito cuori palpitare, sospiri prolungati e frasi sussurrate.

E infine ho percepito amore, passione, e l’infinita voglia di trovarsi, scoprirsi ed abbracciarsi.

E ancora una volta ho capito, apprezzato,  e soprattutto… ringraziato.

 

 

Vuoti

Inevitabilmente la vita ci toglie persone care alle quali abbiamo voluto molto bene. Perché la morte fa parte della vita. Ma nello stesso tempo la vita, che per queste perdite ci appare così crudele, ci fa prendere coscienza che quelle persone non se ne sono mai andate veramente. Non le puoi vedere di fronte a te, ma le puoi vedere negli occhi dei loro amici più cari, e nei tuoi quando pensi a loro. Le vedi nei luoghi che hanno tanto amato. Puoi respirare gli odori che essi stessi hanno respirato. Non puoi più sentire la loro voce, ma puoi sentirne le parole da chi le ha con affetto ascoltate . Puoi ascoltare la musica da cui si facevano trasportare. Non le puoi più abbracciare, ma puoi farti scaldare dal ricordo dei bei momenti trascorsi insieme, rivedendo scene che hai stampate indelebili nella memoria. E soprattutto non puoi più dar loro appuntamento….se non nei tuoi sogni più intimi e belli. 

il mio Trabocco

Ale La Spina

in visita a Pescara, scoprendo simil palafitte dal sapore esotico. inevitabile desiderarne uno tutto per se, per farne ciò che si vuole.

lo vedrei trattoria rustica, dove al tramonto inizierei a servire aperitivi seguiti da cene a km 0.

lo vedrei come rifugio da stress e inquinamento acustico tipico male di noi metropolitani.

lo vedrei come circolo di inventori nel quale trovare ispirazioni ed idee.

lo vedrei comunque così, proiettato ad ovest a raccogliere fino all’ultimo raggio di sole.

il mio trabocco .

Il trabocco è un’imponente costruzione realizzata in legno strutturale che consta di una piattaforma protesa sul mare ancorata alla roccia da grossi tronchi di pino d’Aleppo, dalla quale si allungano, sospesi a qualche metro dall’acqua, due (o più) lunghi bracci, detti antenne, che sostengono un’enorme rete a maglie strette detta trabocchetto.

Il trabocco è tradizionalmente costruito col legno di pino d’Aleppo, il pino comune…

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Viva Falcone

Ale La Spina

23 anni fa per fermarlo, ci vollero 500 chili di tritolo… Oggi per troppi, basta una stretta di mano. Chissà quanti si sentiranno sporchi e meschini in questo giorno. Due anni dopo la maledetta strage, mi ritrovai in Sicilia a prestare servizio militare obbligatorio, per uno stato che fu probabilmente il mandante di quel assassinio, di quella mattanza. Appariva da subito quanto fosse tutto ridicolo, quanto fosse tutto montato, falso ed inutile quella operazione. “I vespri siciliani”…

« Se mala segnoria, che sempre accora

li popoli suggetti, non avesse

mosso Palermo a gridar: “Mora, mora!”. »

(Dante, Divina Commedia, canto VIII del Paradiso)

Ora, già dalla goffa associazione si doveva intuire che farlocca messinscena stava allestendo quello stato, facendo girare per la trinacria, spaesati e effimeri giovanotti, poco più che ragazzetti, convinti di poter cambiare la storia con la loro presenza.

I Vespri siciliani furono una ribellione scoppiata a Palermo…

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Ci provo

Allora ci provo, sono stata nominata da Bloody Ivy, simpatica blogger di Niente Panico, che ringrazio come da procedura😊 Sono assolutamente alle prime armi e quindi seguo esattamente le istruzioni. 

Rispondo a 5 domande per farmi conoscere meglio come blogger:

1  un essere di fantasia e perché: il drago. Non so da dove derivi la mia passione per i draghi, mi piace pensare che in una vita precedente io li abbia temuti, rispettati o chissà, magari affiancati in battaglia

2 un brano musicale e perché : tratto dalla colonna sonora del film “La maschera di ferro”, capace di infondere ardore anche al più timido degli esseri umani

3 un libro e perchè: Il Dio del Fiume, di Wilbur Smith. Amo l’antico Egitto e la sua storia, e leggendo il libro mi sono innamorata dello scriba Taita, personaggio di grande fascino, saggezza e cultura.

4 un film e perchè: L’ultimo samurai. Disciplina, lealtà, coraggio e generosità sono le virtù che apprezzo di più. 

5 un piatto e perchè: la pizza. La mangerei ogni giorno, non mi stanca mai, è la cosa a cui penso per prima quando sono affamata

A questo punto credo di dover nominare altri blogger e quindi queste le mie nomination:

Ale La Spina | punto.

Il mondo di Niky |

allsho’s blog

Altri Mondi | di fantasia

Racconti dal passato

Il Minusiè

Ale La Spina

Tempo fa, per motivi di lavoro, mi sono trovato in una bottega, di quelle delle favole.

Un tuffo in un mondo che, con il trascorrere del tempo, è svanito, relegandosi in quel luogo immaginario chiamato “memoria”.

il mondo del Maestro Gugliermetto.

L’abilità e l’immaginazione istrionica nell’arte dell’intaglio… Riesce a liberare da una massa senza forma, con un lento lavorio, incisione dopo l’altra, la figura imprigionata.

Per il Maestro il legno ha un’anima e, prima di iniziare l’intarsio, si mette all’ascolto delle diverse voci che, dal materiale grezzo, sussurrano.

Quando si appresta al suo paziente operare, non impone la sua volontà, ma lascia che le mani e l’utensile impugnato seguano le forme del legno, le linee di crescita, le tensioni che lo innervavano e sostanziano.

E forse questo è il segreto che rende il Maestro non un semplice artigiano o falegname, ma un artista.

Silenzio, pazienza e, appunto, ascolto.

https://www.flickr.com/photos/61883071@N02/17099615560/

Il…

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Signore e signori, Messer Tulipano

Ale La Spina

Non credo di essere un modello top di romanticismo, ne tanto meno esser la reincarnazione di un botanico, ma sono uno a cui la natura sorprende sempre. Mi sorprende anche nella semplicità di un fiore, sobrio quanto elegante, minimale quanto fiero.

Posso immaginare una aiuola di tulipani come coriandoli dopo il passaggio di mille carri allegorici, come pennelli dalla punta fine che si imbrattano dei colori del sole, come delle spugne che assorbono la luce e la filtrano nell’iride, rIdiffondendola attraverso i loro petali.

sono talmente poco romantico che non mi ero nemmeno accorto del mio involontario romanticismo.

tu arrivi in un pomeriggio di primavera, un pomeriggio durante la settimana che filtra e seleziona i visitatori, ti presenti all’ingresso di un castelletto belloccio ma niente di che, entri, ti guardi attorno e sei fottuto.

E’ amore a prima vista, ti si accende tutto, occhi cuore mente. Mille e mille bulbi…

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