Contapersone

Ho un dubbio che mi attanaglia: dal momento che dobbiamo segnare con una crocetta tutti gli ingressi in negozio(non abbiamo il contapersone), come devo comportarmi nei seguenti casi?:

il bambino che prende la rincorsa e si lancia sulle poltroncine del negozio è da considerarsi ingresso o tuffo carpiato?

la signora che si affaccia dentro al negozio facendo ben attenzione a non varcare la soglia neanche con l’unghia dell’alluce, sia mai che debba salutare o rivolgere la parola è da considerare ingresso o simulazione ?

il signore che entra telefonando, guarda tutto telefonando ed esce telefonando è da considerare ingresso o ricerca di una perfetta ricezione?

i tizi che entrano a chiedere ogni genere d’informazione( il bagno, l’uscita,il bancomat, la

metro, la cupola, il cinema) sono da considerare ingressi o salvataggi estremi?

il cane che entra per strofinarsi sul tappeto e se ne esce è da considerare ingresso o accesso all’area attrezzata?

e soprattutto, se mozzo la mano di quelli che toccano in vetrina è da considerare reato o legittima difesa?

Grazie in anticipo a chi mi risponderà😂😂

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Le 5 regole del cliente perfetto

Allora, parlo a nome della mia categoria: le commesse.
Cinque regole di comportamento per non essere mandati al diavolo, anche se solo silenziosamente, e non incorrere in anatemi che vi obbligheranno a trascorrere la vostra prossima festività seduti sul cesso in preda ai crampi addominali.
Col Vs permesso vado ad illustrare:

1 quando entrate in un negozio soprattutto se di domenica o giorno festivo salutate sempre chi lavora mentre voi state cazzeggiando. Basta veramente poco alle volte.

2 se la vostra intenzione è solo quella di guardare, intenzione peraltro assolutamente lecita, non chiedete il permesso, perchè non è necessario e perché se così non fosse cosa
staremmo col negozio aperto? Siamo commese non cretine

3 se avete misurato qualcosa e non siete convinti ci sta, ma evitate l’odiosa frase “ci penso”. È una balla enorme e lo sapete anche voi che non ci penserete affatto e soprattutto se appena usciti il vostro primo pensiero sarà:”dove ci sarà un cesso?”

4 Se l’articolo è troppo caro per le vostre tasche è inutile che vi inventiate le cose più assurde tipo “devo venire con l’abbinamento giusto altrimenti non mi riesco a vedere, perchè ti ci vedi benissimo ma hai appena pagato la bolletta dell’immondizia e il canone RAI e tua moglie/marito ti sputerebbe in un occhio.
Siamo commesse ma anche psicologhe.

5 ultima regola che racchiude una serie di sottoregole che dovrebbero appartenere al buon senso:

non permettete ai vostri figli di giocare in negozio come se fossero al parco giochi, non sfracassate le balle alla commessa con la stessa domanda come un disco rotto, non chiedete consiglio se poi tanto non volete ascoltarlo e infine non chiedete sconti insistendo a chi non ve lo può fare perchè al massimo tutto ciò che può togliervi è la confezione.
Siamo commesse, non assistenti sociali.

E poi non dite che non vi avevo avvisato!

Pausa pranzo

Lavoro nel posto più brutto nel quale abbia mai lavorato. Un centro commerciale.

Uno tra i tanti, tra quelli più squallidi, dove la gente si riversa quando non ha di meglio da fare, quando piove o fa freddo o quando deve ingannare il tempo. 

Chiasso, vociare, strilli di bambini e tanta, tanta maleducazione.

I miei turni di lavoro sono lunghi, eterni, spesso insopportabili. Allo scattare dell’ora x fuggo dal negozio per godere della mia ora di pausa.

Fino a pochi giorni fa me ne stavo all’interno del centro, seduta al tavolino del bar con la mia tazzina di caffè. Come non staccare mai. 

Da qualche giorno invece ho fatto una piacevole scoperta. Ho oltrepassato il limite che mi ero creata, forse per il rifiuto che ho di questo posto, oltre il quale non ero mai andata  e sono uscita all’esterno sul retro del grande edificio che ospita la galleria dello shopping. 

Sono scesa dalla breve scalinata e con mia grande sorpresa, quasi non l’avessi mai visto, ho scoperto un’area verde e silenziosa, lontana dal traffico della strada e dal rumore della gente. 

Ho scoperto che altre persone desiderose di pace vengono qui a sedersi nell’erba e che anche qui gli uccellini cinquettano sugli alberi. 

Oggi per esempio nel prato c’è una signora che cuce. Ha tolto le scarpe per sentire l’erba tra le dita dei piedi. È all’ombra di una pianta e sembra che nulla possa distoglierla dal suo lavoro tranne se non  il bel sorriso che mi ha rivolto. 

Poco più avanti due ragazze sotto un’albero si raccontano fittamente chissà quali cose. 
Ho trovato una specie di panchina sulla quale mi siedo e dove riesco a godere del sole quando c’è. Per un’oretta riesco pure a sentirmi quasi libera.
La telefonata a casa, l’arietta fresca, un bel leggere tra gli articoli dei blogger che seguo ed ecco che il rientro al lavoro pare meno brutto, meno pesante. 

Credo che domani mi porterò una coperta, la stenderò sul prato e magari anche  un bel libro….e un gelato forse, in barba alla dieta!

Della serie c’holafacciacomeilculoemenevanto


Il battesimo della giornata viene già assegnato alla signora che,ripiegandosi su stessa tipo contorsionista per riuscire a guardare sotto alla serranda del negozio abbassata quasi completamente, chiede:”so di essere tremendamente in anticipo”
(si è vero, mancano 15 minuti all’apertura, lo sai, eppure rompi le scatole ugualmente)
“ma potrei entrare a dare un’occhiata?”
(Ma non lo vede che il negozio è ancora buio?)
“Mi spiace signora, apriamo alle 10 e chiudiamo alle 22. ”
Lei imperterrita accusa il rifiuto ma rimane piegata a 45 gradi pur di intravedere qualcosa…
Presto..
qualcuno chiami un ortopedico per sbloccare la signora per favore che devo andare a prendermi il caffè!

Nulla è impossibile.

LUI è nuovamente qui. 

Per tutti coloro che non lo sanno, LUI è uno strano figuro che si aggira lento per il centro commerciale. Ha la dinamicità di un bradipo appena sveglio e la simpatia di una scopa di saggina. LUI non parla, si piazza di fronte alla vetrina ( che ormai conoscerà a memoria) e talvolta entra. LUI non saluta, LUI non emette nessun suono, LUI non ha nessuna espressione in viso. MAI…..

Tranne oggi…

Sarà la Primavera, sarà la percezione di essere per me fonte di ispirazione , (escludo sia mio amico su fb),ma oggi, nel suo passare davanti al negozio ha fatto un lieve cenno col capo. Lo so cosa state pensando, “sarà la suggestione”, “sarà la curiosità di sentire che suono ha la sua voce, che lingua parla…”….sarà!

Ma intanto mi ha cercata con lo sguardo e il suo collo rigido ha ruotato di un grado sul suo asse. 

Un tic nervoso? Un movimento involontario? Mistero…

Vi aggiornerò sui prossimi sviluppi😂