Ali nella notte

Premessa.

L’idea è quella di unire due passioni, in questo caso quella mia per lo scrivere e quella di Ale, mio compagno di vita, per la fotografia. Ad ogni suo scatto particolarmente emozionante, io provo a descrivere ciò che in quel momento la mia fantasia suggerisce.

Stiamo spesso in silenzio, per molti minuti, lui ad aspettare la luce giusta e la migliore inquadratura ed io attendo che ciò che stiamo immortalando mi regali delle visioni.

Ne nasce una sorta di sinergia  d’anime in cui l’emozione sensoriale la fa da padrona col quale spero di trasmettere il più possibile le sensazioni provate.

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Il sole era ormai calato da un pezzo dietro le montagne e solo adesso l’aria cominciava a rinfrescare. Era stata una giornata molto calda e le guardie del castello finalmente potevano godere del fresco serale. I pesanti archi alle loro spalle ora  si facevano sentire e le gambe stanche duolevano insistentemente. Un cinguettare di uccellini faceva presupporre una serata tranquilla, nessun visitatore era atteso alle porte del castello e i signori si erano ormai ritirati nelle loro stanze. Le fronde del grande albero nel cortile danzavano la musica del vento. Presto ci sarebbe stato il cambio della guardia, i soldati avrebbero potuto rifocillarsi nella grande cucina e magari bere un paio di boccali di buon vino. Le fiaccole sarebbero state accese per illuminare la notte, e la luce intorno alle mura avrebbe reso tutto quel piccolo mondo molto magico. Quando all’improvviso un suono felpato e vibrante scosse l’aria tutt’intorno. La guardia che sovrastava la torre si fermò immobile per poter percepire anche il minimo rumore sospetto. Cercò di non emettere alcun fiato e il respiro gli si bloccò in gola. Un battito d’ali….e poi un altro…ma non il solito rumore d’ali d’uccello, non il tipico suono che l’aria crea tra le piume di qualche pennuto. Si trattava stavolta di qualcosa di più strano, e se solo la guardia non fosse nato, cresciuto e vissuto da sempre tra quelle montagne al servizio del duca, avrebbe potuto dire che era lo stesso rumore del vento che sbatte contro la vela di una grande triremi.

L’uomo, si voltò su sè stesso, per individuare la fonte di quel suono tanto strano. Di fronte a lui, i volti scolpiti nelle pareti del castello parevano guardarlo attoniti, stupiti ed immobili anch’essi. Provò a fare due passi lungo il cammino di ronda, per avvisare il compagno di guardia sull’altra torre. Appena  in tempo per vedere una figura gigantesca spostarsi dalla torre del vessillo alla colombaia. La strana creatura si levò improvvisamente in volò e si lanciò in picchiata giù per la vallata.

Un’enorme drago alato stava sfruttando le correnti per lasciarsi guidare sulla fitta boscaglia sottostante. Ora le sue grandi ali distese si appoggiavano sull’aria e si lasciavano guidare leggere. Gli occhi della creatura erano verdi come l’acqua di un grande lago alpino e le sue squame lucide rilucevano  nella  sera quasi a cogliere la luce del sole ormai tramontato, e la sua coda possente fungeva da timone per la via del cielo.

Terrorizzato l’uomo diede l’allarme, e subito tutti i compagni di guardia e quelli all’interno del castello si assieparono al riparo dei grandi merli. Erano anni che un drago non faceva la sua comparsa in quelle terre. Gli archi tesi scoccarono all’unisono le frecce mancando il bersaglio ormai troppo lontano. Di quel gigante alato ormai si intravedeva solamente più l’elegante profilo, e il suo battere d’ali echeggiava in lontananza. Non fece mai più ritorno, a quel castello.

Solo qualche settimana più tardi un messaggero giunse alle porte del castello. Portava la notizia che un drappello dell’esercito nemico era stato ritrovato privo di vita alle pendici della vallata. L’intenzione era stata quella di attaccare di notte il castello, complice l’oscurità, ma pare che qualcosa avesse bloccato il suo avanzare. I soldati erano stati fermati da uno strano fuoco, apparentemente mai appiccato, che aveva ridotto il drappello ad un resto di ceneri. Da quel giorno un nuovo stemma fu apposto sul portone del castello, un drago ne proteggeva l’ingresso e un fuoco ne purificava lo spirito.

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