Amore senza fine

 

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La vita è un viaggio. Per ognuno di noi la durata del viaggio è diversa come anche il modo di goderselo. C’è chi preferisce viaggiare da solo, ascoltando la propria musica pensando ai fatti suoi, accostando talvolta e offrendo passaggi a chi prima o poi inesorabilmente scenderà. C’è chi viaggia sempre accompagnato, nel bene o nel male, piuttosto di stare solo ad affrontare la strada che di notte può fare paura. E poi c’è chi desidera condividere con un compagno di viaggio ciò che incontra sulla via, che ama soffermarsi sul paesaggio e fare delle soste per gustare appieno tutto ciò che di bello gli si presenta. E non importa se nel percorso ci saranno degli ingorghi, delle deviazioni o dei lavori in corso, poichè si supereranno, si aggireranno e prima o poi la strada tornerà scorrevole. Spetta a noi rendere questo viaggio interessante, sempre nuovo e coinvolgente, spetta a noi guardare fuori dal finestrino e stupirci ancora di ciò che vediamo. E anche quando non saremo più in grado di guidare, perchè la vista verrà meno e i riflessi saranno meno pronti, resterà il ricordo e le emozioni che avranno impresso le nostre anime….fino a che non saremo pronti per il prossimo viaggio

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Viva Falcone

Ale La Spina

23 anni fa per fermarlo, ci vollero 500 chili di tritolo… Oggi per troppi, basta una stretta di mano. Chissà quanti si sentiranno sporchi e meschini in questo giorno. Due anni dopo la maledetta strage, mi ritrovai in Sicilia a prestare servizio militare obbligatorio, per uno stato che fu probabilmente il mandante di quel assassinio, di quella mattanza. Appariva da subito quanto fosse tutto ridicolo, quanto fosse tutto montato, falso ed inutile quella operazione. “I vespri siciliani”…

« Se mala segnoria, che sempre accora

li popoli suggetti, non avesse

mosso Palermo a gridar: “Mora, mora!”. »

(Dante, Divina Commedia, canto VIII del Paradiso)

Ora, già dalla goffa associazione si doveva intuire che farlocca messinscena stava allestendo quello stato, facendo girare per la trinacria, spaesati e effimeri giovanotti, poco più che ragazzetti, convinti di poter cambiare la storia con la loro presenza.

I Vespri siciliani furono una ribellione scoppiata a Palermo…

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Ci provo

Allora ci provo, sono stata nominata da Bloody Ivy, simpatica blogger di Niente Panico, che ringrazio come da procedura😊 Sono assolutamente alle prime armi e quindi seguo esattamente le istruzioni. 

Rispondo a 5 domande per farmi conoscere meglio come blogger:

1  un essere di fantasia e perché: il drago. Non so da dove derivi la mia passione per i draghi, mi piace pensare che in una vita precedente io li abbia temuti, rispettati o chissà, magari affiancati in battaglia

2 un brano musicale e perché : tratto dalla colonna sonora del film “La maschera di ferro”, capace di infondere ardore anche al più timido degli esseri umani

3 un libro e perchè: Il Dio del Fiume, di Wilbur Smith. Amo l’antico Egitto e la sua storia, e leggendo il libro mi sono innamorata dello scriba Taita, personaggio di grande fascino, saggezza e cultura.

4 un film e perchè: L’ultimo samurai. Disciplina, lealtà, coraggio e generosità sono le virtù che apprezzo di più. 

5 un piatto e perchè: la pizza. La mangerei ogni giorno, non mi stanca mai, è la cosa a cui penso per prima quando sono affamata

A questo punto credo di dover nominare altri blogger e quindi queste le mie nomination:

Ale La Spina | punto.

Il mondo di Niky |

allsho’s blog

Altri Mondi | di fantasia

Racconti dal passato

Le 5 regole del cliente perfetto

Allora, parlo a nome della mia categoria: le commesse.
Cinque regole di comportamento per non essere mandati al diavolo, anche se solo silenziosamente, e non incorrere in anatemi che vi obbligheranno a trascorrere la vostra prossima festività seduti sul cesso in preda ai crampi addominali.
Col Vs permesso vado ad illustrare:

1 quando entrate in un negozio soprattutto se di domenica o giorno festivo salutate sempre chi lavora mentre voi state cazzeggiando. Basta veramente poco alle volte.

2 se la vostra intenzione è solo quella di guardare, intenzione peraltro assolutamente lecita, non chiedete il permesso, perchè non è necessario e perché se così non fosse cosa
staremmo col negozio aperto? Siamo commese non cretine

3 se avete misurato qualcosa e non siete convinti ci sta, ma evitate l’odiosa frase “ci penso”. È una balla enorme e lo sapete anche voi che non ci penserete affatto e soprattutto se appena usciti il vostro primo pensiero sarà:”dove ci sarà un cesso?”

4 Se l’articolo è troppo caro per le vostre tasche è inutile che vi inventiate le cose più assurde tipo “devo venire con l’abbinamento giusto altrimenti non mi riesco a vedere, perchè ti ci vedi benissimo ma hai appena pagato la bolletta dell’immondizia e il canone RAI e tua moglie/marito ti sputerebbe in un occhio.
Siamo commesse ma anche psicologhe.

5 ultima regola che racchiude una serie di sottoregole che dovrebbero appartenere al buon senso:

non permettete ai vostri figli di giocare in negozio come se fossero al parco giochi, non sfracassate le balle alla commessa con la stessa domanda come un disco rotto, non chiedete consiglio se poi tanto non volete ascoltarlo e infine non chiedete sconti insistendo a chi non ve lo può fare perchè al massimo tutto ciò che può togliervi è la confezione.
Siamo commesse, non assistenti sociali.

E poi non dite che non vi avevo avvisato!

Pausa pranzo

Lavoro nel posto più brutto nel quale abbia mai lavorato. Un centro commerciale.

Uno tra i tanti, tra quelli più squallidi, dove la gente si riversa quando non ha di meglio da fare, quando piove o fa freddo o quando deve ingannare il tempo. 

Chiasso, vociare, strilli di bambini e tanta, tanta maleducazione.

I miei turni di lavoro sono lunghi, eterni, spesso insopportabili. Allo scattare dell’ora x fuggo dal negozio per godere della mia ora di pausa.

Fino a pochi giorni fa me ne stavo all’interno del centro, seduta al tavolino del bar con la mia tazzina di caffè. Come non staccare mai. 

Da qualche giorno invece ho fatto una piacevole scoperta. Ho oltrepassato il limite che mi ero creata, forse per il rifiuto che ho di questo posto, oltre il quale non ero mai andata  e sono uscita all’esterno sul retro del grande edificio che ospita la galleria dello shopping. 

Sono scesa dalla breve scalinata e con mia grande sorpresa, quasi non l’avessi mai visto, ho scoperto un’area verde e silenziosa, lontana dal traffico della strada e dal rumore della gente. 

Ho scoperto che altre persone desiderose di pace vengono qui a sedersi nell’erba e che anche qui gli uccellini cinquettano sugli alberi. 

Oggi per esempio nel prato c’è una signora che cuce. Ha tolto le scarpe per sentire l’erba tra le dita dei piedi. È all’ombra di una pianta e sembra che nulla possa distoglierla dal suo lavoro tranne se non  il bel sorriso che mi ha rivolto. 

Poco più avanti due ragazze sotto un’albero si raccontano fittamente chissà quali cose. 
Ho trovato una specie di panchina sulla quale mi siedo e dove riesco a godere del sole quando c’è. Per un’oretta riesco pure a sentirmi quasi libera.
La telefonata a casa, l’arietta fresca, un bel leggere tra gli articoli dei blogger che seguo ed ecco che il rientro al lavoro pare meno brutto, meno pesante. 

Credo che domani mi porterò una coperta, la stenderò sul prato e magari anche  un bel libro….e un gelato forse, in barba alla dieta!